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Feste e Folklore aggiornato al 09-11-2009

                                                                                     

                                                                        Le Feste                                           Pellegrinaggio del 21 luglio(foto alessandro barone)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Le feste e le cerimonie segnano il tempo, per scandire i ritmi del lavoro e della vita degli abitanti del  territorio, il tempo quotidiano e tempo festivo  segnano per una Comunità rispettivamente il momento del lavoro e quello del divertimento.    La Festa , spesso, si lega al Rito ed al sentimento religioso della Gente, perche recupera e ripropone cerimonialmente accadimenti per essa ritenuti importanti e significativi.

 In Sicilia il passato non è morto, ma ci accompagna e si manifesta presso la culla e la bara, nelle feste e nei giochi, negli spettacoli e in chiesa, nei riti e nelle tradizioni. Dappertutto insomma vive e parla.” Cosìscriveva G. Pitrè .

 

 

 Durante l''anno sono presenti alcune feste che  pur non essendo strettamente legate alla religiosità popolare sono significative per il territorio.  

 ·       Carnevale 

 

    Tale festività  ha ormai un andamento abbastanza comune, con le sfilatedelle  maschere, i coriandoli, ed igiochi di strada e sale da ballo , il comune organizza seratedanzantiin un “ Palatenda”  e  pressoil “ centro Diurno“ serate danzate e premiazioni che coinvolgono, tutta la cittadinanza ,dai piùgrandi ai più piccoli . I  dolci  tipici di questa festa, come altrove in sicilia, sono  le cosiddette “chiacchiere “che sono il simbolo del carnevale, in questo periodo dell'annoviene sacrificato sia all'economia contadina chealpiaceredella tavola il  maiale con grigliate di salsicce e carne .

 

 

 

 

 

·      Festa di San Giuseppe 19 marzo   Altra festa di antica tradizione èquelladi San Giuseppe, risalente,con molta probabilità, ai primi anni di vita del paese. recitadelle parti di SanGiuseppe presso la ProlocoIn essa sono manifeste le implicazioni socio-economiche, dal momentoche ilfattopiù caratteristico del rituale e la preparazione, come exvoto, di unbanchettorituale in cui si appronta una grande varietàdi pietanze da offrire ai poveri del paese. Una tale preparazione, in un ambiente rurale notoriamente parco e parsimonioso, segna tramite la distribuzione unasimbolica offerta diricchezza pertutti. Destinatari dell'azione simbolica sono i "Virgineddi", che sono tre bambini scelti per impersonare i componenti della Sacra Famiglia, che nel rito richiamal'importanza sociale della istituzione.
Laconsumazione del pasto, ricco di varietà e sapori, e preceduto da funzioni  religiose e dauna sorta direcita a mo' di cantilena, il cui testo e stato,di recente ripreso. Tale recitazione sancivala sacralita dell'ingresso dei tre "Vergineddi" nellacasa dove è preparatoil banchetto,
unluogo dove è addobbato unaltare inonore di San Giuseppe,  Santo verso il quale la comunità  Jatina  nutre una fortedevozione. 

 

·       La Quaresima

Un tempo durante la Quaresima si festeggiavano i cosiddetti Sabati. particolare dell'urna neoclassica delvenerdi santo( foto Alessandro Barone)Alla funzione religiosa d'un Santo preferito, oltreil VesproeMessa Solenne ed il  Quaresimale siaccoppiavanodeibei festeggiamenti, con concerti musicali e fuochi artificiali. I Sabati erano organizzati per censo ed ogni ceto faceva a gara per superare l'altro.
Aprivano la serie dei Sabati i Sacerdoti (Sabato dei Parrini), seguiva no i Maggiorenti (Sabato dei Galantuomini), poi quello degli operai delle  arti e mestieri (Sabato dei mastri); quello dei piccoli proprietariagricoli  (Sabato dei Burgisi); dei contadini giornalieri (Sabato dei Viddani), e delle donne (Sabato delle fimmini). Ricordare quest'uso e significativo per la valutazione della stratificazione sociale
presente in unasocietà marcatamente agro-pastorale.

  •  La Pasqua

Altro momento di sentita festività e quello che si riconnette al Ciclo Pasquale,particolare dell'addolorata del venerdi santo( foto Alessandro Barone)la settimana si  apre con il corteo della domenica delle palme dove a volte il sacerdote apre il corteo su un'asino,il Giovedì Santo con i Sepolcri  (germogli di grano) allestiti  nelle chiese che rimangonoaperte fino a mezzanotte; il Venerdì Santo con la  solenne Processione delle Confratemite che escono dalla chiesa madre al seguito dell'addolorata e la rappresentazione dal Calvario della crocifissione con '"u ncontru"  tra Gesu  in croce e l''Addolorata .La processione , con grande partecipazione di popolo e autorità locali ,poi si snoda attraversando tre lunghissime arterie del  tessuto urbano jatino ,via Garibaldi , corso Vittorio Emeauele, corso Umberto I. Fino a qualche anno fà  al seguito della statua dell'addolorata veniva eseguito un canto da un coro maschile accompagnato da un tamburo ed una tromba, il testo risale alla fondazione del paese ed è in un'antico dialetto siciliano, le stofe rispondono alla domanda del solista che chiede di Gesù  il coro risponde evocando ad ogni strofa un momento della passione  fino alla crocifissione.negli ultimi anni  viene utilizzata una registrazione del canto .

Facendo eco ad un'antica tra-dizione, a Pasqua si consumano  taluni  piatti tra dizionali: Ie lasagne, l'agnello e la onnipresente cassata, il dolce di primavera, squisita per la ricotta che e un ingrediente assolutamente  locale, di cui e assai rinomata la produzione.

 

 

   ·       25 Aprile( marcia longa) 

 E’  la“Festa della Liberazione”, ma a San Giuseppe Jato è divenuta ormai  tradizione la visita agliscavi archeologici di monte Jato ed ai vari SentieriNaturalistici con fiere,stand per la promozione del territorio e dei prodotti tipici ,con spettacoli folkloristici e degustazioni di vini e prodotti tipici.

 

 ·       la Festa di S.Cosma  e Damiano“ Festa ri San Cosimu”

   .

Nota fin da tempi remoti Bastione svevo a S.Cosma Monte Jato(foto Alessandro Barone) Monte Jato, il primolunedì di pentecoste, a partire dalle prime ore del  mattino. Sulla spianata antistante la chiesa, numerosi venditori ambulanti,con le loro bancarelleoffrivanodolciumi, ceci  e semi abbrustoliti, giocattoli per i bimbi. Presenti anche le "baracche" con il  cibo: insaccati, pane, vino ed altro, per  una scampagnata allietata da canti e danze, fino a pomeriggio inoltrato Monte Jato, il primo lunedì di pentecoste, a partire dalle prime ore delmattino. Sulla spianata antistante la chiesa, numerosivenditori ambulanti,con le loro bancarelle offrivanodolciumi, cecie semi abbrustoliti, giocattoli per i bimbi. Presenti anche le "baracche" con ilcibo: insaccati, pane, vino ed altro, peruna scampagnata allietata da canti e danze, fino a pomeriggio inoltrato 

·       Festa del 21 luglio recita delle parti di San Giuseppe presso la Proloco

La piu importante festadi San GiuseppeJato e quella che si lega al Pellegrinaggio fatto in onore della Madonnadella Provvidenza,all'omonimoSantuario (il 21 luglio di ogni anno). Tale festività e legata al ritrovamentodi  un dipinto, in ardesia grigia, raffigurante  una "Madonnacon Bambino", rinvenuto il 21 luglio1784 in località Dammusi, datale Onofrio Zorba, un contadino di Borgetto. recita delle parti di San Giuseppe presso la ProlocoDicela leggenda che, mentreOnofrio dormiva sull'aia,dopola mietitura del grano, insieme ad altri suoi compaesani e ad alcuni contadini di San Giuseppe Jato, gli sia apparsa la Madonna indicandogli il luogo doveera sepolta la suaimmagine.  Scoperto il quadro, pare sia nato tra i presenti una disputa su chi dovesse custodirlo. Tradizione vuole che Onofrio  Zorba abbia avuto l'ispirazione di metterlo suun carro trainato dai buoi, conla convinzione che sarebbe stata la stessaVergine a scegliere la sua strada. E cosi  fu: difatti,ibuoi scelsero la via di San Giuseppe Jato, fermandosi davanti alla  casa del principe Beccadelli, dovevenne erettauna chiesa per accogliere la sacraimmagine.

scena del ritrovamento  del quadro (dpinta da i matteo terzo)

(Chiesa della Provvidenza) .Oggi il quadro dellaMadonna della  Provvidenza, eletta Patrona di San Giuseppe Jato, e conservato nella chiesa della provvidenza. I fedeli, a tempo debito, per devozione,loportano ogni anno in processione al Santuario eretto nell'exfeudo Dammusi, per poi, al termine del rituale, ricondurlo nuovamente nellachiesa che lo custodisce  fino all'anno successive,quando si ripeteranno le manifestazionicelebrative. 

 

Festa di Sancalogero 

 La festa di San Calogero sicelebrava la prima domenicadi agosto.

 La processione era caratterizzata dalla presenza di fedeli provenienti anche dai paesi vicini e, che, con assordante frastuono, su  un carro agricolo ( poi camion) portavano la statua del santo  che girava per le vie del paese accompagnato dal grido “ VIVA SAN CALORIU!!!!! VIVA !!!!!!!  al seguito del Santo” L’omini a Cavaddu” (i cavalieri) su animaliparaticon ricchebardature e grossi campanelli facevano la spola tra il Santo e la Chiesa, luogo di culto, per deporvi tutto il bendi Dio che i devoti offrivano per  ex voto: enormi ceri votivi,danari,ma

anche pani di varia foggia; la festa  si celebrò  fino al 1990 circa.

 

 

  •  Festa dell'Anime Sante “A Festa di l’Armuzzi Santi” Chiesa delle Anime Sante addobata per la festa

    Tale le festività si svolgeil venerdì, sabato e domenica dell'ultima settimana diluglio, nella strada che dal Corso Umbero I scende verso la chiesa. La  via Nuova seguono per tre giorni manifestazionicanore spettacoli vari, la domenica Solenne processione dell’Assunta  per le vie principali del paese e  giochi pirotecnici.

  • La Festa “di mezz’austu” (di mezzo agosto)

     oltre ad essere la festa principale del paese ,si svolgeva secondo un preciso rituale di comportamenti e convinzioni,che trovano riscontro nell’antico proverbio: “Austu e riustu è capu d’invernu”. (trascorso il mese di agosto, è l’inizio dell’inverno).

    AllaMadonna della Provvidenza si lega un importante ciclo di festeggiamenti che si svolge il 13, 14, 15 agosto con manifestazioni a carattere religiose ma, anche,di tipo profano.Al tempo della festività di mezzo agosto, le comunità jatine legavano una sorta di festa del Ringraziamento per i raccolti abbondanti, già ottenuti ma, anche, di propiziazioneper il benefuturo sia dei campi sia degli armenti. A San Giuseppe Jato i riti per la Patrona Maria SS.della Provvidenza,che durano più giorni, si aprivano con l'alborata e si connotavano per una imponente sfilata di cavalli (13 agosto) ed una altrettanto importante fiera zootecnica (che si svolge ancorail 15 agosto).La festa di mezz’agosto, come altre che si presentano nello stesso periodo, rappresenta il momento in cui l’estate si avvia al suo declino e, anche qui, è il fuoco araffigurare uno dei momenti principali della purificazione.
    Alla vigilia, si organizzano infatti grigliate tra amici o parenti e grandi falò che hanno lo scopodi scacciare le forzedel male che si aggirano, e di ritardare l’arrivodellanuova stagione. Altrettanto importante, in questo cerimoniale, è l’acqua, e per questo si ha la consuetudine di organizzare i falò in spiaggia ed accorrere in massa al bagno di mezzanotte, dal valore purificatore e propiziatorioche sichiudeva in genere con i giochi d'artificio.
    seguiva la "Fiera di Mezz’ Agosto “A Fera ri Mezz’austu”

     

     La Fiera di Mezz’ Agosto  “A Fera ri Mezz’austu Un tempo avveniva in piazza  del popolo riproponeva nellaPiazza principale di San Giuseppe Jatol'anticovaloredi scambio delle merci che si riconnetteva con l'importanza della Festività della Patrona (Maria SS. della Provvidenza). Di recente, il Paese ha ripreso enuovamente valorizzato.

  

  •  La Festa della Madonna del Carmelo  

     Madonna del Carmelo(foto Alessandro Barone)

      Tale Festività coinvolge il quartiere attiguo alla chiesa e la piazza Falcone e Borsellino  chesi vivacizzano diluminarie e bancarelle varie , si svolge ogni prima domenica di settembreavviene la celebrazione  Religiosa della Festa dellaMadonna delCarmelo preceduta sempre da giorni di festeggiamenti  con spettacoli  di intrattenimento e festivalcanori presenziati spesso da  noti personaggi dellospettacolo si conclude il triduodei festeggiamenti  consolenne processione della  statua lignea del 1823 e lo spettacolo dei giochi pirotecnici.  

     la Sagradell'Uva                                                                   Non si   organizza la manifestazioneormai dalla fine degli anni 80,era una festa   "profana" che coinvolgeva  i Comuni di SanGiuseppe Jato e San Cipirello ,  si svolgeva  verso la fine del mese settembreo primi  Ottobree che si riconnetteva come la precedente alla valorizzazione deltessuto economico del Paese.  C siapriva  la manifestazione con una sfilatadicarri  allegorici.accompagnatida musiche e canti popolari e balli folkloristici.Giovani vestiti con costumi tipici e fanciulle col capoinghirlandato di pampini e tralci completavano ilquadrocoreografico cheinneggiava alla vendemmia. manifestazione si concludeva con l'assaggio gratuito per tutti i  turisti della "Vaconza". la tipicafocaccia locale condita con olio formaggio salee pepe o con la ricotta e la distribuzione  del generoso vino locale e dei vari  prodotti tipici con grande partecipazionedituristi da varia provenienza

  • La Festa dei Morti Il 2 novembre

     

     

     Il 2 novembre, è un giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, che dalle nostre parti vienevissutoin maniera tutt’altro che triste, tanto daessere chiamato il giorno della Festa dei Morti.
    I cari defunti, che nell’immaginario collettivo sono cupi e addolorati, si trasformano in generosi e burloni e lanotte tra l’1 e il 2 novembre abbandonando per qualche ora le loro eterne dimore, distribuiscono giocattoli, dolci e vestitiai bimbi buoni, nascondendoli negli angoli più strani della casa. Al mattino ogni bambino inizia la sua frenetica corsa alla ricerca dei tanto attesiregali che di solito si trovano sotto il letto,sopra l’armadio, dentro i cassetti, ecc.. I maschietti generalmente trovano pistole giocattolo, robot, automobiline, trenini elettrici ed interi cantieri in miniatura; lefemminucce trovano le classiche bambole che piangono senza il ciuccio, Barbie, cucine con tutto il pentolame al seguito. Poi tutti assieme si va al cimitero a portare fiori, a ringraziare i propri cari per la loro generosità e a ricordarli come quando erano in vita.I Pupi ri zuccaru

    La Fiera dei Morti non è altro che una fiera dove le bancarelle offrono ai vari visitatori nonché ai genitori l'opportunità di potere acquistare giocattoli, vestiario, dolciumi di ogni genere per preparare il tradizionale "Cannistru".(a San Giuseppe Jato si svolge pressola Villetta Falcone-borsellino)

    Un’antica tradizione questa, untempo attesa più del Natale, che ancora una volta mette in luce lo spirito festaiolo e allegro che caratterizza i Siciliani e li contraddistingue in tutto il mondo.
    Ovviamente non può esistere una festa che non abbia delle specialità gastronomiche al seguito.
    Il dolce tipico per eccellenza è la frutta di martorana, detta anche pasta reale, realizzata con farina di mandorle e zucchero. Ilnome di questo dolce deriva dalla chiesa della Martorana di Palermo, dove nel XIIsecolo le monache lo preparavano in occasione della festa di Tutti i Santi.
    Oggi i pasticceri hanno raggiunto livellitalida riuscire a riprodurre fedelmente non soltanto frutta ma anche crostacei, panini con salame o panelle, piatti di spaghetti al sugo, talmente belli che sembra quasi un sacrilegio mangiarli. La frutta martorana viene in genere servita in grossi cesti, assieme a frutta secca e biscotti tipici, come i mustazzoli e i "Te Tù" che è tipico a San Giuseppe Jato(ossa di morto a palermo). Oltre alla martorana esistono i pupi di zuccaru, vere e proprie bambole realizzate con zucchero e poi colorate a mano, che raffigurano paladini, personaggi dei cartoni animati e delle favole. Coloro chenon amano i dolci possono stare tranquilli, perché anche il loro palato è accontentato.
    Difatti al mattino presto, in tutti i panifici,si possono trovare le muffolette, delle pagnotte da condire con pomodoro, sarde e cipolla e da mangiare ancora calde. In occasionedella festa vengono allestiti dei mercatini dove è possibile trovare di tutto: dolci, giocattoli ed oggetti bizzarrie curiosi.

    una preghiera tipica che veniva recitata dai bambini:


    "Armi santi, armi santi (= anime sante)
    Io sugnu unu e vuatri siti tanti: ( = io sono uno e Voi siete tante)
    Mentri sugnu 'ntra stu munnu di guai( = mentre sono in questo mondo di guai)

     

     

     

     

     

     
per le vie principali del paese e giochi pirotecnici.   

 

 

 

 

 

 

 A cura di Giuseppe Alessandro Barone