Le Feste 
Le feste e le cerimonie segnano il tempo, per scandire i ritmi del lavoro e della vita degli abitanti del territorio, il tempo quotidiano e tempo festivo segnano per una Comunità rispettivamente il momento del lavoro e quello del divertimento.
La Festa , spesso, si lega al Rito ed al sentimento religioso della Gente, perche recupera e ripropone cerimonialmente accadimenti per essa ritenuti importanti e significativi.
“In Sicilia il passato non è morto, ma ci accompagna e si manifesta presso la culla e la bara, nelle feste e nei giochi, negli spettacoli e in chiesa, nei riti e nelle tradizioni. Dappertutto insomma vive e parla.” Cosìscriveva G. Pitrè .
Durante l''anno sono presenti alcune feste che pur non essendo strettamente legate alla religiosità popolare sono significative per il territorio.
· Carnevale
Tale festività ha ormai un andamento abbastanza comune, con le sfilatedelle maschere, i coriandoli, ed igiochi di strada e sale da ballo , il comune organizza seratedanzantiin un “ Palatenda” e pressoil “ centro Diurno“ serate danzate e premiazioni che coinvolgono, tutta la cittadinanza ,dai piùgrandi ai più piccoli . I dolci tipici di questa festa, come altrove in sicilia, sono le cosiddette “chiacchiere “che sono il simbolo del carnevale, in questo periodo dell'annoviene sacrificato sia all'economia contadina chealpiaceredella tavola il maiale con grigliate di salsicce e carne .
· Festa di San Giuseppe 19 marzo Altra festa di antica tradizione èquelladi San Giuseppe, risalente,con molta probabilità, ai primi anni di vita del paese.
In essa sono manifeste le implicazioni socio-economiche, dal momentoche ilfattopiù caratteristico del rituale e la preparazione, come exvoto, di unbanchettorituale in cui si appronta una grande varietàdi pietanze da offrire ai poveri del paese. Una tale preparazione, in un ambiente rurale notoriamente parco e parsimonioso, segna tramite la distribuzione unasimbolica offerta diricchezza pertutti. Destinatari dell'azione simbolica sono i "Virgineddi", che sono tre bambini scelti per impersonare i componenti della Sacra Famiglia, che nel rito richiamal'importanza sociale della istituzione.
Laconsumazione del pasto, ricco di varietà e sapori, e preceduto da funzioni religiose e dauna sorta direcita a mo' di cantilena, il cui testo e stato,di recente ripreso. Tale recitazione sancivala sacralita dell'ingresso dei tre "Vergineddi" nellacasa dove è preparatoil banchetto,
unluogo dove è addobbato unaltare inonore di San Giuseppe, Santo verso il quale la comunità Jatina nutre una fortedevozione.
· La Quaresima
Un tempo durante la Quaresima si festeggiavano i cosiddetti Sabati.
Alla funzione religiosa d'un Santo preferito, oltreil VesproeMessa Solenne ed il Quaresimale siaccoppiavanodeibei festeggiamenti, con concerti musicali e fuochi artificiali. I Sabati erano organizzati per censo ed ogni ceto faceva a gara per superare l'altro.
Aprivano la serie dei Sabati i Sacerdoti (Sabato dei Parrini), seguiva no i Maggiorenti (Sabato dei Galantuomini), poi quello degli operai delle arti e mestieri (Sabato dei mastri); quello dei piccoli proprietariagricoli (Sabato dei Burgisi); dei contadini giornalieri (Sabato dei Viddani), e delle donne (Sabato delle fimmini). Ricordare quest'uso e significativo per la valutazione della stratificazione sociale presente in unasocietà marcatamente agro-pastorale.
Altro momento di sentita festività e quello che si riconnette al Ciclo Pasquale,
la settimana si apre con il corteo della domenica delle palme dove a volte il sacerdote apre il corteo su un'asino,il Giovedì Santo con i Sepolcri (germogli di grano) allestiti nelle chiese che rimangonoaperte fino a mezzanotte; il Venerdì Santo con
la solenne Processione delle Confratemite che escono dalla chiesa madre al seguito dell'addolorata e la rappresentazione dal Calvario della crocifissione con '"u ncontru" tra Gesu in croce e l''Addolorata .La processione , con grande partecipazione di popolo e autorità locali ,poi si snoda attraversando tre lunghissime arterie del tessuto urbano jatino ,via Garibaldi , corso Vittorio Emeauele, corso Umberto I. Fino a qualche anno fà al seguito della statua dell'addolorata veniva eseguito un canto da un coro maschile accompagnato da un tamburo ed una tromba, il testo risale alla fondazione del paese ed è in un'antico dialetto siciliano, le stofe rispondono alla domanda del solista che chiede di Gesù il coro risponde evocando ad ogni strofa un momento della passione fino alla crocifissione.negli ultimi anni viene utilizzata una registrazione del canto .
Facendo eco ad un'antica tra-dizione, a Pasqua si consumano taluni piatti tra dizionali: Ie lasagne, l'agnello e la onnipresente cassata, il dolce di primavera, squisita per la ricotta che e un ingrediente assolutamente locale, di cui e assai rinomata la produzione.
· 25 Aprile( marcia longa)
E’ la“Festa della Liberazione”, ma a San Giuseppe Jato è divenuta ormai tradizione la visita agliscavi archeologici di monte Jato ed ai vari SentieriNaturalistici con fiere,stand per la promozione del territorio e dei prodotti tipici ,con spettacoli folkloristici e degustazioni di vini e prodotti tipici.
· la Festa di S.Cosma e Damiano“ Festa ri San Cosimu”
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Nota fin da tempi remoti
Monte Jato, il primolunedì di pentecoste, a partire dalle prime ore del mattino. Sulla spianata antistante la chiesa, numerosi venditori ambulanti,con le loro bancarelleoffrivanodolciumi, ceci e semi abbrustoliti, giocattoli per i bimbi. Presenti anche le "baracche" con il cibo: insaccati, pane, vino ed altro, per una scampagnata allietata da canti e danze, fino a pomeriggio inoltrato Monte Jato, il primo lunedì di pentecoste, a partire dalle prime ore delmattino. Sulla spianata antistante la chiesa, numerosivenditori ambulanti,con le loro bancarelle offrivanodolciumi, cecie semi abbrustoliti, giocattoli per i bimbi. Presenti anche le "baracche" con ilcibo: insaccati, pane, vino ed altro, peruna scampagnata allietata da canti e danze, fino a pomeriggio inoltrato
· Festa del 21 luglio
La piu importante festadi San GiuseppeJato e quella che si lega al Pellegrinaggio fatto in onore della Madonnadella Provvidenza,all'omonimoSantuario (il 21 luglio di ogni anno). Tale festività e legata al ritrovamentodi un dipinto, in ardesia grigia, raffigurante una "Madonnacon Bambino", rinvenuto il 21 luglio1784 in località Dammusi, datale Onofrio Zorba, un contadino di Borgetto.
Dicela leggenda che, mentreOnofrio dormiva sull'aia,dopola mietitura del grano, insieme ad altri suoi compaesani e ad alcuni contadini di San Giuseppe Jato, gli sia apparsa la Madonna indicandogli il luogo doveera sepolta la suaimmagine. Scoperto il quadro, pare sia nato tra i presenti una disputa su chi dovesse custodirlo. Tradizione vuole che Onofrio Zorba abbia avuto l'ispirazione di metterlo suun carro trainato dai buoi, conla convinzione che sarebbe stata la stessaVergine a scegliere la sua strada. E cosi fu: difatti,ibuoi scelsero la via di San Giuseppe Jato, fermandosi davanti alla casa del principe Beccadelli, dovevenne erettauna chiesa per accogliere la sacraimmagine.

(Chiesa della Provvidenza) .Oggi il quadro dellaMadonna della Provvidenza, eletta Patrona di San Giuseppe Jato, e conservato nella chiesa della provvidenza. I fedeli, a tempo debito, per devozione,loportano ogni anno in processione al Santuario eretto nell'exfeudo Dammusi, per poi, al termine del rituale, ricondurlo nuovamente nellachiesa che lo custodisce fino all'anno successive,quando si ripeteranno le manifestazionicelebrative.
Festa di Sancalogero
La festa di San Calogero sicelebrava la prima domenicadi agosto.

La processione era caratterizzata dalla presenza di fedeli provenienti anche dai paesi vicini e, che, con assordante frastuono, su un carro agricolo ( poi camion) portavano la statua del santo che girava per le vie del paese accompagnato dal grido “ VIVA SAN CALORIU!!!!! VIVA !!!!!!! al seguito del Santo” L’omini a Cavaddu” (i cavalieri) su animaliparaticon ricchebardature e grossi campanelli facevano
la spola tra il Santo e la Chiesa, luogo di culto, per deporvi tutto il bendi Dio che i devoti offrivano per ex voto: enormi ceri votivi,danari,ma
anche pani di varia foggia; la festa si celebrò fino al 1990 circa.
- Festa dell'Anime Sante “A Festa di l’Armuzzi Santi”

Tale le festività si svolgeil venerdì, sabato e domenica dell'ultima settimana diluglio, nella strada che dal Corso Umbero I scende verso la chiesa. La via Nuova seguono per tre giorni manifestazionicanore spettacoli vari, la domenica Solenne processione dell’Assunta per le vie principali del paese e giochi pirotecnici.
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La Festa “di mezz’austu” (di mezzo agosto)
oltre ad essere la festa principale del paese ,si svolgeva secondo un preciso rituale di comportamenti e convinzioni,che trovano riscontro nell’antico proverbio: “Austu e riustu è capu d’invernu”. (trascorso il mese di agosto, è l’inizio dell’inverno).
AllaMadonna della Provvidenza si lega un importante ciclo di festeggiamenti che si svolge il 13, 14, 15 agosto con manifestazioni a carattere religiose ma, anche,di tipo profano.Al tempo della festività di mezzo agosto, le comunità jatine legavano una sorta di festa del Ringraziamento per i raccolti abbondanti, già ottenuti ma, anche, di propiziazioneper il benefuturo sia dei campi sia degli armenti. A San Giuseppe Jato i riti per la Patrona Maria SS.della Provvidenza,che durano più giorni, si aprivano con l'alborata e si connotavano per una imponente sfilata di cavalli (13 agosto) ed una altrettanto importante fiera zootecnica (che si svolge ancorail 15 agosto).La festa di mezz’agosto, come altre che si presentano nello stesso periodo, rappresenta il momento in cui l’estate si avvia al suo declino e, anche qui, è il fuoco araffigurare uno dei momenti principali della purificazione.
Alla vigilia, si organizzano infatti grigliate tra amici o parenti e grandi falò che hanno lo scopodi scacciare le forzedel male che si aggirano, e di ritardare l’arrivodellanuova stagione. Altrettanto importante, in questo cerimoniale, è l’acqua, e per questo si ha la consuetudine di organizzare i falò in spiaggia ed accorrere in massa al bagno di mezzanotte, dal valore purificatore e propiziatorioche sichiudeva in genere con i giochi d'artificio.
seguiva la "Fiera di Mezz’ Agosto “A Fera ri Mezz’austu”
La Fiera di Mezz’ Agosto “A Fera ri Mezz’austu” Un tempo avveniva in piazza del popolo riproponeva nellaPiazza principale di San Giuseppe Jatol'anticovaloredi scambio delle merci che si riconnetteva con l'importanza della Festività della Patrona (Maria SS. della Provvidenza). Di recente, il Paese ha ripreso enuovamente valorizzato.
- La Festa della Madonna del Carmelo

Tale Festività coinvolge il quartiere attiguo alla chiesa e la piazza Falcone e Borsellino chesi vivacizzano diluminarie e bancarelle varie , si svolge ogni prima domenica di settembreavviene la celebrazione Religiosa della Festa dellaMadonna delCarmelo preceduta sempre da giorni di festeggiamenti con spettacoli di intrattenimento e festivalcanori presenziati spesso da noti personaggi dellospettacolo si conclude il triduodei festeggiamenti consolenne processione della statua lignea del 1823 e lo spettacolo dei giochi pirotecnici.
la Sagradell'Uva Non si organizza la manifestazioneormai dalla fine degli anni 80,era una festa "profana" che coinvolgeva i Comuni di SanGiuseppe Jato e San Cipirello , si svolgeva verso la fine del mese settembreo primi Ottobree che si riconnetteva come la precedente alla valorizzazione deltessuto economico del Paese. C siapriva la manifestazione con una sfilatadicarri allegorici.accompagnatida musiche e canti popolari e balli folkloristici.Giovani vestiti con costumi tipici e fanciulle col capoinghirlandato di pampini e tralci completavano ilquadrocoreografico cheinneggiava alla vendemmia. manifestazione si concludeva con l'assaggio gratuito per tutti i turisti della "Vaconza". la tipicafocaccia locale condita con olio formaggio salee pepe o con la ricotta e la distribuzione del generoso vino locale e dei vari prodotti tipici con grande partecipazionedituristi da varia provenienza.
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La Festa dei Morti Il 2 novembre
Il 2 novembre, è un giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, che dalle nostre parti vienevissutoin maniera tutt’altro che triste, tanto daessere chiamato il giorno della Festa dei Morti.
I cari defunti, che nell’immaginario collettivo sono cupi e addolorati, si trasformano in generosi e burloni e lanotte tra l’1 e il 2 novembre abbandonando per qualche ora le loro eterne dimore, distribuiscono giocattoli, dolci e vestitiai bimbi buoni, nascondendoli negli angoli più strani della casa. Al mattino ogni bambino inizia la sua frenetica corsa alla ricerca dei tanto attesiregali che di solito si trovano sotto il letto,sopra l’armadio, dentro i cassetti, ecc.. I maschietti generalmente trovano pistole giocattolo, robot, automobiline, trenini elettrici ed interi cantieri in miniatura; lefemminucce trovano le classiche bambole che piangono senza il ciuccio, Barbie, cucine con tutto il pentolame al seguito. Poi tutti assieme si va al cimitero a portare fiori, a ringraziare i propri cari per la loro generosità e a ricordarli come quando erano in vita.
La Fiera dei Morti non è altro che una fiera dove le bancarelle offrono ai vari visitatori nonché ai genitori l'opportunità di potere acquistare giocattoli, vestiario, dolciumi di ogni genere per preparare il tradizionale "Cannistru".(a San Giuseppe Jato si svolge pressola Villetta Falcone-borsellino)
Un’antica tradizione questa, untempo attesa più del Natale, che ancora una volta mette in luce lo spirito festaiolo e allegro che caratterizza i Siciliani e li contraddistingue in tutto il mondo.
Ovviamente non può esistere una festa che non abbia delle specialità gastronomiche al seguito.
Il dolce tipico per eccellenza è la frutta di martorana, detta anche pasta reale, realizzata con farina di mandorle e zucchero. Ilnome di questo dolce deriva dalla chiesa della Martorana di Palermo, dove nel XIIsecolo le monache lo preparavano in occasione della festa di Tutti i Santi.
Oggi i pasticceri hanno raggiunto livellitalida riuscire a riprodurre fedelmente non soltanto frutta ma anche crostacei, panini con salame o panelle, piatti di spaghetti al sugo, talmente belli che sembra quasi un sacrilegio mangiarli. La frutta martorana viene in genere servita in grossi cesti, assieme a frutta secca e biscotti tipici, come i mustazzoli e i "Te Tù" che è tipico a San Giuseppe Jato(ossa di morto a palermo). Oltre alla martorana esistono i pupi di zuccaru, vere e proprie bambole realizzate con zucchero e poi colorate a mano, che raffigurano paladini, personaggi dei cartoni animati e delle favole. Coloro chenon amano i dolci possono stare tranquilli, perché anche il loro palato è accontentato.
Difatti al mattino presto, in tutti i panifici,si possono trovare le muffolette, delle pagnotte da condire con pomodoro, sarde e cipolla e da mangiare ancora calde. In occasionedella festa vengono allestiti dei mercatini dove è possibile trovare di tutto: dolci, giocattoli ed oggetti bizzarrie curiosi.
una preghiera tipica che veniva recitata dai bambini:
"Armi santi, armi santi (= anime sante)
Io sugnu unu e vuatri siti tanti: ( = io sono uno e Voi siete tante)
Mentri sugnu 'ntra stu munnu di guai( = mentre sono in questo mondo di guai)
per le vie principali del paese e giochi pirotecnici.
A cura di Giuseppe Alessandro Barone