L'architettura rustica Le masserie

le Masserie degli antichi Feudi di Jato, Chiusa,Traversa, Dammusi e Signora, lasciano appena, trasparire le antiche vestigia, coperte ormai da un verde estremamente rigoglioso nel folto della vegetazione.
Spazi costruiti intorno al Baglio, in cui un tempo, vivevano i lavoratori dei campi, alla dipendenza dei Signori.
Nelle Masserie erano raccolti gli attrezzi di lavoro, e conservatii prodotti agricoli e casali; vi erano le stalle per gli animali e le case dei contadini ed anche una Cappella consacrata, a testimonianza che uomini e donne svolgevano la loro esistenza interamente all'interno di essa.
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La Masseria Chiusa
la Masseria La Chiusa è un prezioso gioiello di storia ed architettura ,l'agglomerato presenta caratteristiche architettoniche testimonidel susseguirsi di una civiltà contadina nel tempo, fu costruita tra la fine del '400 e i primi del '500 e venne ristrutturata da Venanzio Marvuglia nel 1740 che vi aggiunse degli ampi magazzini, Il feudo aveva comode case,una chiesetta, vigne e giardino; acque abbondanti,due mulini ed una cartiera che conobbe il suo splendore soprattutto nell'800.La carta la si otteneva macerando gli stracci. Questa Masseria restaurata eristrutturata è oggi sede di due richiestissimi agriturismi.

è ubicata nell'omonima contrada.
Il feudo Traversa apparteneva alla Camperia del Balletto.
Le Camperieerano giurisdizioni istituite dal l'Arcivescovado di Monreale ed erano gestite dal campiere.
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La Masseria Dammusi
Il feudo Dammusiè particolarmente importante per San Giuseppe
Jato.
In questo feudo, infatti, incide il Casale dei Gesuiti che fu trasformato dal principe Giuseppe
Beccadelli nella suaresidenza estiva.
Da ciò la sua denominazionedi "Casa del Principe". Alll'interno vi è una Torre con la Cappella che conserva lo stemma dei Gesuiti.
L'edificio è stato costruito in epoche differenti; la parte più antica è l'ala ovest che sorge sulla roccia. Questa Masseria restaurata e ristrutturata è oggi sede di un richiestissimo agriturismo.
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La Masseria Jato 
Si trova in prossimità della contrada Vaccaio e del fiume Jato. Accanto vi sono una Torre cilindrica ed il Mulino più antico della zona e già menzionalo nel 1182,in un documento (Rollo) che tratta dei confini delle terre concesse da Guglielmo II° il Buono Re normanno al Monastero di S. Maria La Nuova da lui fondato.
G.A.Barone